INTER e MILAN: due volate ormai diverse. SPALLETTI pronto a salire sul podio di una grande corsa a tappe. A GATTUSO resta il sogno di una ‘Classica’ da mettere in bacheca.

A cinque giornate dalla conclusione del campionato 2017 – 2018, le strade delle due Milanesi sembrano prendere due diverse direzioni: al crocevia della trentatreesima di serie A, l’Inter fa il suo, al cospetto di un Cagliari più arrendevole che non sprovveduto e inadeguato, mentre i rossoneri sprecano una ghiotta, forse l’ultima chance per rimanere attaccati al sogno più bello, visti i successi delle concorrenti. Alle spalle di Napoli e Juve, le tre squadra divise da un punto daranno ossigeno ed emozioni alle proprie tifoserie sino alla fine, per conquistare il garantito accesso alla Champions. I neroazzurri da un lato, pur non essendo nel loro migliore periodo, non perdono di vista le romane,ma ritrovata la vena ‘artistica’ di Brozovic e Perisic, unita alla spietatezza di Icardi hanno le chance di tornare dove l’assenza è diventata motivo di sfiducia e causa di campagne acquisti da ‘svendita autunnale’. Non sta certo meglio il Milan di Gattuso, nel filotto di sfide, senza vittorie, ma di soli pareggi, in cui i rossoneri non solo confermano di avere le proprie polveri bagnate, ma perdono per strada per squalifiche, infortuni e cali di rendimento i protagonisti di una rincorsa che sembrava poter culminare in un exploit d’altri tempi (intendendo questi, come quelli diversi dai più recenti, per non scomodare nessuno). Spalletti può credere nel ritorno alla Coppa dalle grandi orecchie, con un organico, una tifoseria e una ritrovata condizione fisica che può lasciarlo sperare. Rino Gattuso potrà invece. rappresentare quel gregario che lasciata andare la fuga migliore, si ferma e cerca di regolare, in una volata dei ‘delusi’, quel gruppetto di corridori di rango che la lunga corsa a tappe ha relegato nelle posizioni più defilate e lontane da un podio troppo elevato… Ma di fronte al Milan, la speranza, non recondita, di arrivare a quella corsa ‘Classica’, la finale di Coppa Italia, che nell’arco di poche ore in cui si disputa può sfruttare la foratura di un avversario più forte e più allenato, la Juventus, che quel giorno potrebbe essere colta di sorpresa e cedere il passo allo scalatore umile, tignoso, incarnato dal tecnico di Corigliano Calabro.

Foto sport.virgilio.it

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