Russia e Uruguay, sfida per il primato. Celeste così non va. I falchi tornano nel deserto.

San Pietroburgo – Vladimir Vladimirovič Putin è contento per la vittoria della sua Russia e se è contento lui siamo contenti in tutto il mondo. I prodi uomini del selezionatore della lontana Ossezia Stanislav Salamovič Čerčesov battono 3-1 l’ Egitto e sono virtualmente agli Ottavi. Prima volta nella storia per La Federazione. Sei punti e otto goals in due partite hanno scatenato l’entusiasmo anche del Presidente di tutte le Russie. I rossi russi hanno strapazzato anche l’Egitto di un acciaccato Salah con l’autorete di Fathy, ed i goals di Cheryshev (al suo terzo centro) e del soldato Artëm  Dzyuba che esulta mettendosi sull’attenti e salutando il suo generale Čerčesov abile condottiero. Il popolo di San Pietroburgo si scalda sotto la pioggia e la rete della bandiera di Salah serve solo per statistiche e rammarichi. Hector Cuper, definito da Ronaldo peggior allenatore che abbia mai avuto, sarà già con le valigie in mano ed abbandonerà la terra dei Faraoni. I prodi di Čerčesov attendono per il primato nel girone l’Uruguay del maestro Óscar Washington Tabárez che alla Rostov Arena sfida l’ Arabia Saudita. La Celeste deve vincere e con tante reti per tenere il passo dei russi. Dopo ventidue minuti Luis Suárez approfitta dell’errore del portiere saudita Al Owais che esce in cerca di non si sa cosa e insacca in rete il suo goal numero 52 in 100 presenze con la Celeste. Si conferma bomber di razza il ragazzo di Salto nato sulla linea del confine argentino a 498 km da Montevideo. La manovra uruguaiana è lenta e nella ripresa El maestro manda in campo Lucas Torreira e Diego Laxalt per Rodríguez  e Vecino nella ripresa. Tanta Serie A nella Selezione Celeste. I falchi del deserto dopo la prestazione inaudita contro la Russia hanno badato più a non prenderle che a dimostrare granché sul campo. il calcio non è nel Dna lì nella penisola arabica pur potendo contare su una popolazione di 31 milioni di abitanti contro i nemmeno 4 dell’Uruguay. Le essenze di un popolo non s’inventano. Finisce con la vittoria di Cavani e compagni, ma quanta fatica. Lunedì a Samara una grande sfida ed una festa. L’Arabia Saudita torna a casa e chissà che punizioni ci saranno per i falchi lì nel deserto.

 

scritto da Giandomenico Sica

Foto : gettyimages.it

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