MILAN, tornare in Europa ora è TASsativo. I tifosi invocano chiarezza e solidità.

 

La sentenza UEFA (in parte poco decifrabile anche ai più ‘English’) è finalmente stata resa nota. Le svariate e più malaugurate ipotesi di condanna, multe o allontanamenti dal mondo del calcio a cui la Società rossonera doveva andare incontro sono state in parte disattese: un anno di allontanamento (sub judice, visto il probabile ricorso al TAS)  e nessuna multa o dichiarata  limitazione ad attività di mercato. Il Milan si prende i dieci giorni previsti per imbastire un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, non tanto arrovellando nuove  memorie difensive, ma impegnandosi (lo speriamo) a scacciare nebbie e foschie attorno al futuro della Proprietà  o delle quote di maggioranza spettanti a soggetti di nazionalità cinese, americana o altra ancora. Non solo l’UEFA, che tanta clemenza o riconoscenza della valenza storica di AC Milan non ha dimostrato, anzi quasi snobbato con una decisione a lungo rimandata, ma soprattutto la tifoseria e gli addetti ai lavori in orbita rossonera da ora ai prossimi interminabili giorni che dovessero separarci dal verdetto finale, invocheranno chiarezza e fermezza nelle scelte anche se strategicamente condizionate dai tanti, chi dice troppi, interessi economici in ballo. Si vada al TAS con la coscienza e la forza di risollevare una Società agli occhi del mondo: il periodo dell’ambiguità e precarietà scivoli via e lasci spazio ed il giusto palcoscenico e tributo ad uno schieramento societario forte, presente, autoritario e autorevole. Il Milan di Gattuso e dei suoi uomini (dalla squadra, alla Dirigenza, a tutto il resto dell’organigramma) lo ha meritato sul campo e i sostenitori del Milan onorarono lo scorso anno la partecipazione all’Europa League.  Restare alla finestra sarebbe fatale, checchè ne dica chi guardi all’assenza di sanzioni come uno spazio per ampliare gli orizzonti del calciomercato: si ragioni e si operi, per i prossimi dieci giorni e dieci notti, perchè alla fine si possa parlare solo di uno scampato pericolo e di un ritorno alla realtà di una squadra che tanto ora aspira all’Europa minore, per riapprodare presto a quella di cui è da troppo tempo orfana.

 

 

foto fcinter1908.it

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