R. BURIANI: “Il MONZA in A una grande soddisfazione per chi ha vestito quella MAGLIA. STROPPA, la Società e la rosa i fattori determinanti. Il MILAN ha vinto grazie alla CONTINUITA’. IBRA? Se non torna, ha chiuso in bellezza”.

A ‘Stadio 107’ la trasmissione curata da CARTA CANTA, in onda sul web a Radio Studio 107, lo scorso lunedì è intervenuto Ruben Buriani, centrocampista e polmone del Milan che conquistò la stella nel 1979, ma protagonista anche con le maglie di Monza, Napoli, Roma, Cesena e Spal. A Ruben, all’indomani della promozione del Monza in serie A abbiamo chiesto quali sensazioni provasse, un giudizio su Stroppa e sulle ambizioni del Monza, ripercorso lo scudetto del Milan, parlato di Pioli e del possibile ritorno in campo di Ibrahimovic.

Come ti sei risvegliato, Ruben, con il tuo Monza promosso in serie A?

“Un’ottima sensazione a fine partita, tanta sofferenza durante la gara, però alla fine tutto è bene, quel che finisce bene… Per chi ha indossato la maglia del Monza come me per tre anni, vincendo il campionato di serie C e sfiorando la serie A l’anno dopo, capite che è un motivo di grande soddisfazione. Un obiettivo rincorso più volte e finalmente raggiunto dopo oltre cento anni di storia”.

Avevi la sensazione quest’anno che potesse essere quello giusto?

“Il campionato di B è lungo e stressante, trentotto partite sono tante, gli infortuni dietro l’angolo, ma dopo la sconfitta di Perugia nella stagione regolare sono stati bravi a fare gruppo e tirare fuori quello che avevano. L’esperienza di Stroppa che aveva già vinto questo campionato, la rosa importante sono stati fattori determinanti”.

Pensavi che Stroppa fosse l’uomo giusto per questa promozione e credi si possa pensare a qualcosa di più che a una semplice salvezza?

“Conosco Stroppa da quando ha iniziato ad allenare, l’ho portato io al Milan quando ero responsabile del settore giovanile. Ho sempre visto in lui la passione, la voglia e la dedizione portata in campo e nell’insegnamento. Poi è arrivata la serie A con il Pescara, anche se non è andata bene, però la categoria superiore la conosce e il suo è sempre un bel gioco che propone. A Pisa non era facile, sotto di due goal, lui è calmo e serafico, ma sa incazzarsi al momento giusto… Penso che Galliani ha l’esperienza per migliorare la rosa e le prestazioni”.

Finalmente si è spezzata la maledizione di non vedere il Monza raggiungere la serie A, come è stato possibile?

“Tenete presente che sono cambiati i tempi, le regole, le Proprietà, il Monza doveva fare miracoli per sopravvivere. Ricordo che nello spareggio di Modena noi avevamo solo la riserva del portiere e un giocatore solo in panchina che potesse subentrare… Non credo che Berlusconi e al nuova Dirigenza volessero la serie A per non rimanerci”.

Il Milan invece ha festeggiato il suo scudetto dopo undici anni: pensavi che potesse realizzare questo obiettivo, pur non avendo, forse, la rosa più forte?

“Penso che la continuità abbia premiato il Milan, non si è mai arreso e che nelle ultime partite ha dimostrato di essere squadra, sfornando giocatori che negli ultimi tempi sono stati decisivi”.

E’ stata anche la stagione della consacrazione di Pioli?

Pioli è una persona seria, che ama il suo lavoro. Quando lavori in questo modo i risultati arrivano, capace di far lavorare serenamente il gruppo anche nei momenti più delicati”.

Abbiamo visto anche con quali difficoltà e sofferenze fisiche Ibrahimovic abbia lottato per arrivare fino in fondo alla stagione e poi operarsi. Pensi che possa tornare a giocare?

“Purtroppo l’età è un elemento che nessuno può nascondere, è chiaro che lui ha dato il suo dentro e fuori dal campo. Non era semplice farsi siringare ogni settimana per giocare un quarto d’ora.. Finendo con lo scudetto, qualora non rientrasse, avrebbe comunque coronato la sua carriera”.

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